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La rete squarciata del Sabato Santo

LA RETE SQUARCIATA DEL SABATO SANTO



Voglio andare al mare con te prima della tua partenza in navigazione per respirare gli elementi che respirerai e la brezza ci porta ad uno stabilimento sul litorale di Ostia…lo stupore ci invade quando si dischiude davanti ai nostri occhi un angolo incantato un lembo di spiaggia con cabine che attende insonnolito la bella stagione ma, con grande sorpresa, già c’è fermento un’esposizione vera, non fatta di gallerie e quadri appesi…

Entriamo a scena aperta nel teatro dove noi siamo protagonisti mai comparse…Pantalassa e Pangea tra orizzonti e maree…incontriamo l’artista che guarda attonita, attraverso la recinzione che divide la sabbia dalle acque, i brandelli della sua tela stracciata dal vento e inzuppata con impresse le foreste primordiali che sono state travolte dalla furia conquistatrice dei flutti…è una storia antica che si ripete, una profezia e noi riflettiamo su questa arcaica suggestione…

Si incendia la nostra curiosità e il giorno successivo siamo di nuovo qui a scoprire le altre installazioni il viaggio immaginifico continua…ci imbattiamo in un’altra delle autrici solo che davanti a noi, in un altro punto poco distante, la rete appare squarciata e oggi, Sabato Santo, mi suggerisce il varco del sepolcro che si apre alla Resurrezione della Natura…

In una cabina ci sono le strisce bagnate e lacerate delle selve le accarezzo…sono le vesti del Risorto…ma ormai il nostro sguardo è alle onde libere dietro il passaggio aperto e siamo rigenerati dalla originalità di tre donne che sono come coloro che videro la pietra della soglia divelta la mattina di Pasqua e ne condividiamo la meraviglia…

Il fato non ci fa tornare per caso solo pochi passi e troviamo una nuova mostra stavolta intrisa dell’emozione della creatrice per la bambina che è stata in Africa e il suo narrare è già un’opera d’arte che si chiama VITA…lei ha ideato immagini per rinascere anche questo è Risorgere, parole arabe che poi si scompongono mentre i tasselli dei suoi ricordi si ricompongono e la sofferenza si diluisce…

Prendi il largo Mio Marinaretto portando con te le foto che hai scattato in questo scenario carico di esperienze sensoriali…i simboli evocativi, ancora più di un libro, ti riempiranno l’anima quando solo orizzonti e maree vedrai davanti a te…come in una visione onirica ti appariranno la tua poetessa surreale insieme alle tre cittadine di Neuland e alla mentore della Libya …ti sembrerà di udire il loro suadente canto di sirene…

 

Alba









Roma, Sabato Santo 8 aprile 2023



Colonna sonora “E mi arriva il mare” Riccardo Cocciante e Paola Turci, 1991